Ricordato Nicola Ielpo all’Università degli Studi di Bari

Ha avuto anche una dimensione accademica il percorso di diffusione della figura di Nicola Ielpo, il lucano di Rotondella inventore delle 500 lire, a cura della Società Dante Alighieri di Matera Comitato di Matera. Di Ielpo si è parlato martedì 20 novembre nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bari, su iniziativa della progettista Michelle Souza, che ha anche moderato l’incontro.

Al centro il libro curato da Pino Suriano, “Il lucano che inventò le 500 lire” (Edigrafema, 2018), che raccoglie i ricordi di viaggio che Ielpo scrisse prima di morire nel 2012 e che sono stati ora pubblicati con il contributo della Regione Basilicata.

Tanti gli spunti emersi nel corso dell’incontro. Per Franco Vitelli, docente di Lettere dell’Università degli Studi di Bari, Nicola Ielpo “era un uomo completo, perché declinava l’aspetto della conoscenza tecnica con una straordinaria dimensione umana”.

Uno sguardo da Sud è quello dello scrittore Enzo Varricchio, che vede nella sua figura e nelle sue radici di uomo lucano, con iperbolica ma significativa suggestione,  “il manifesto politico del valore dei meridionali”. “Amava e studiava la numismatica antica… per questo ha rivoluzionato quella moderna” ha detto Paolo Mascioli, suo vice direttore ai tempi della Zecca di Stato, che ne ha tracciato un ricordo relativo all’uomo ma anche al professionista.

È  intervenuta anche l’editrice, Antonella Santarcangelo. “Ielpo era rilassato e perciò rilassante, gestiva i momenti più complessi con grande calma” ha detto il curatore Pino Suriano. Questo e altro è  emerso sulla figura di Nicola Ielpo, nell’incontro tenutosi nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bari, nel corso di un incontro promosso dal professor Domenico Viola, docente di Statistica della Facoltà di Economia.

Le iniziative di diffusione della figura di Ielpo rientrano nel calendario italiano dell’Anno europeo pubblicato sul sito www.annoeuropeo2018.beniculturali.it. Tutti gli incontri su Ielpo, infatti, hanno ottenuto il Marchio Europeo del Mibact per il 2018.  Le ragioni del riconoscimento sono legate alla dimensione europea della figura di Ielpo.  Tra le sue principali intuizioni professionali, oltre alla nota invenzione bimetallica, ci fu infatti l’animazione del Gruppo di lavoro internazionale (Mdwg – Mint Directors Working Group), che riunì i pirncipali esperti europei di numismatica con il compito di definire la serie unica di monete europee, a partire dai primi anni ’90. Un vero “padre” dell’euro.

“Finché c’è gente come Nicola Ielpo, l’Italia non è perduta” scrisse il filosofo e intellettuale tedesco Hans Magnus Enzensberger.

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Autore dell'articolo: Pino Suriano