Nicola Ielpo, l’inventore delle 500 lire

E’ originario di Rotondella Nicola Ielpo (1937-2012), l’ex Direttore della Zecca che inventò e brevettò la moneta bimetallica nel 1982. Di lui scrisse, in un celebre reportage pubblicato su L’Espresso, il grande intellettuale tedesco, Hans Magnus Enzensberger.  La sua grande carriera è stata rilanciata oggi da una pubblicazione dell’Editore Edigrafema, a cura del giornalista Pino Suriano, dal titolo “Il lucano che inventò le 500 lire”.

Enzensberger, nel 1987, aveva girato i Paesi europei ed era stato anche in Italia per un saggio-reportage sullo stato di salute del vecchio continente. Ne sarebbe venuto fuori il libro “Ach Europa”.L’intellettuale tedesco era rimasto impressionato dall’impasse causato in Italia dalla cosiddetta “crisi degli spiccioli”, quando, tra il 1975 e il 1979, la Zecca dello Stato non era stata in grado di fronteggiare la domanda di monete per le transazioni quotidiane della società del boom.

Si recò di persona negli uffici della Zecca, convinto di trovare chissà quale monumento all’inefficienza e all’abbandono. E invece lì, a pochi anni dalla crisi, c’era uno stabilimento industriale ultramoderno e produttivo.  A dirigerlo, da qualche anno, era infatti arrivato un ingegnere lucano, primo direttore “tecnico” dello stabilimento, dopo che, negli anni, in quel ruolo si erano succeduti manager selezionati con criteri politici, spesso privi delle più elementari competenze nel settore.

Enzensberger, nel corso dell’inchiesta giornalistica, verificò con i propri occhi quel cambiamento. E così, quando concluse il capitolo di Ach Europa sull’Italia, poi tradotto in italiano e pubblicato dal settimanale L’Espresso, sentenziò: “Non c’era bisogno di farsi dare una mano dalla tradizione austriaca e neppure dalle ben note virtù lombarde. Perché, in tutto e per tutto, l’ingegner Ielpo proviene dal Sud, da una cittadina della Lucania. E mentre buona parte della gente ammazzava il tempo sparandosi reciprocamente nelle rotule […] attaccando gli altri con spranghe di ferro, catene e mitra, o perlomeno discutendone, l’ingegner Ielpo, che non appartiene alla nuova classe media rampante, che non è un individuo socializzato postindustriale, ma un gentiluomo piuttosto antiquato, grassoccio…che probabilmente vota per la Democrazia Cristiana, si dedicava tranquillamente alla sua occupazione prediletta, che consiste nel coniare monete. D’accordo, ci sono cose più importanti delle monete che tintinnano nel portamonete. Però, finché c’è gente come Nicola Ielpo, l’Italia non è perduta”.

La copertina del libro

Ielpo nel 1987 non era un signor nessuno. Era già l’uomo che aveva inventato la moneta bimetallica, in Italia le 500 lire, il cui brevetto, registrato nel 1982, portava il suo nome. Dal 1990 al 1992 sarebbe stato Presidente della Conferenza Mondiale dei Direttori di Zecca (Mdc). Dal 1991, inoltre, avrebbe animato il gruppo di lavoro internazionale (Mdwg – Mint Directors Working Group) con il compito di definire la serie unica di monete europee. Fu l’altra sua grande intuizione: l’idea di riunire le Zecche d’Europa per un lavoro comune sulla moneta unica, a circa dieci anni dalla messa in circolazione dell’Euro, nacque proprio dalla mente visionaria di Nicola Ielpo.

Morì nel 2012. Due anni prima, nel 2010, aveva dato a chi scrive, giornalista e presidente del Comitato di Matera della Società Dante Alighieri, l’incarico di “riscrivere” i racconti dei suoi viaggi. La stesura fu interrotta, nel 2012, dalla morte di Ielpo.

Oggi, grazie al contributo della Regione Basilicata e al sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Basilicata, il libro ha potuto vedere le stampe per i tipi di Edigrafema. Rimangono solo sei capitoli dei venti che Ielpo aveva in mente di scrivere. Il libro è stato perciò arricchito con alcune interviste che ho potuto fare chei gli è stato vicino (moglie, figli, collaboratori, etc.)

Condividi questo contenuto su