Il Casale di Santa Laura a Rotondella

L’odierna chiesa di Santa Laura è quanto oggi rimane di un vecchio casale posto a pochi chilometri dalla foce del fiume Sinni, ubicato in quello che era l’antico feudo di Trisaia. Il casale svolse tra ‘600 e ‘700 svolse un’importante funzione di immagazzinamento delle derrate agricole del feudo favorita dalla sua vicinanza al corso d’acqua allora navigabile. Topograficamente  è da identificare col luogo dove sorgeva l’antico monastero di S. Maria del Lauro collocato, come ricordano documenti del XIII sec., “in tenimento Rotundae Maris” e controllato dalla Cattedrale di S. Maria di Anglona. Il monastero apparteneva ad una congregazione dell’ordine basiliano.

La toponomastica del luogo rimanda ad una presenza bizantina. Sembrano confermarla l’origine greca del nome “trisaia” (“terra dei tre santi”) e lo stesso titolo (“Lauro”) del monastero. Quest’ultimo, infatti, non si rivolge alla memoria o venerazione di un santo particolare, ma piuttosto rimanderebbe al termine “laura” con cui si indicavano le celle o i rifugi naturali degli eremiti. Tale elemento fu caratteristico dell’ordine basiliano (seguaci di San Basilio). L’ordine, infatti, soprattutto a partire dall’VIII sec., trovò riparo in Basilicata e nell’Italia meridionale a seguito della persecuzione iconoclasta.

E’ probabile che nel corso dei secoli la comunità religiosa modificò la sua denominazione, attribuendo alla chiesa il titolo di Santa Laura. La cappella superstite del complesso continua tuttora ad essere oggetto di grande venerazione e forte suggestione da parte dei fedeli. Essa conservando inalterato il suo legame col territorio rurale circostante, caratteristica costante nel corso dei secoli passati.

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Autore dell'articolo: Pino Suriano