Alla scoperta del nostro territorio: l’area archeologica di Piano Sollazzo

La località più significativa per conoscere la storia del territorio di Rotondella in età antica è sicuramente Contrada Sollazzo.

Ubicato su un altopiano posto sulla media valle del Sinni, il sito manifesta tracce di frequentazione antichissime. La posizione geografica favorevole (lungo la via di penetrazione interna che seguiva il corso del fiume) unita alla salubrità e fertilità del pianoro furono determinanti sotto quest’aspetto.

Ceramica ad impasto dell’Età del Bronzo rinvenuta a Piano Sollazzo

A fornire le prime informazioni su Piano Sollazzo è il prof. Lorenzo Quilici, sulla base di generiche segnalazioni di sepolture antiche. Scavi archeologici, eseguiti negli anni ’80, hanno riportato alla luce tracce di capanne riferibili ad un insediamento della media Età del Bronzo (1500 a.C. circa). La struttura insediativa trova confronto nel coevo villaggio di Anglona, sede dell’antica città di Pandosia

Durante l’età arcaica (VII-VI sec. a.C.) il sito è ancora frequentato, come testimoniano frammenti di anfore commerciali corinzie (contenitori utilizzati per il trasporto di derrate alimentari). E’ questo il periodo florido delle poleis magnogreche ed in particolare della vicina colonia di Siris, che probabilmente controllava questa area.

Terracotte della stipe votiva raffiguranti cavalieri

Una nuova frequentazione avviene in età classica ed ellenistica, con nuovi usi funzionali. I reperti attestano la presenza di un luogo di culto rurale che ha restituito una stipe votiva* (insieme di oggetti offerti alle divinità) con pinakes (tavolette in terracotta con bassorilievi), numerosi vasetti miniaturistici e statuette fittili. Diversi schemi iconografici di queste, che presentano tipi femminili di tradizione arcaica e tipi maschili barbati, si trovano attestati in area tarantina e ad Eraclea dalla seconda metà del IV sec. a.C.

Infine, durante l’età medievale l’area è utilizzata come luogo di sepoltura.

*lo studio del materiale è frutto del lavoro di tesi di specializzazione delle dott.sse M.D. Pasquino e G.S. Crupi

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Autore dell'articolo: Giambattista Mauro