Alla scoperta del nostro territorio: il sito di Monte Coppolo

Conosciamo meglio una parte del territorio boschivo di Rotondella, tra natura, storia e archeologia.

Tra i siti del territorio che rivestono interesse storico-naturalistico merita menzione l’area archeologica di Monte Coppolo. L’importanza del sito, ricadente “ufficialmente” nel Comune di Valsinni ma posto al confine con quello di Rotondella, era dettata in antichità dalla sua posizione topografica. Un rilievo alto 890 m. slm dal quale era possibile controllare la fascia costiera ionica (occupata dalle colonie magnogreche) e soprattutto la vallata fluviale del Sinni. Lungo quest’ultima correva un importante tracciato viario che permetteva il passaggio verso la Lucania interna e il collegamento dell’area tirrenica con quella, appunto, ionica.

Planimetria del sito (prof. L. Quilici)

Dopo una breve frequentazione durante l’Età del Ferro (testimoniata dal rinvenimento di materiale datato a quest’epoca), il sito viene occupato nel IV sec. a.C. L’abitato, posto sul pianoro sommitale del monte, era circondato da una robusta cinta muraria in opera poligonale. In prossimità dell’acropoli ad essa si congiungeva un secondo e più breve muro difensivo. L’accesso all’acropoli avveniva tramite due porte di ingresso, mentre una torre circolare proteggeva l’entrata alla città alle pendici del monte sul lato sud-orientale delle mura urbane. Era questo, infatti,  il tratto meno difeso naturalmente del monte.

La presenza della doppia cinta muraria e il particolare contesto storico-politico di riferimento hanno attributo al sito una funzione essenzialmente militare. Nello specifico farebbe riferimento ad un sistema difensivo messo in piedi dai Lucani durante il secolo in questione. Infatti è in questo arco cronologico che imperversa lo scontro tra città magnogreche e comunità indigene, all’interno del quale inizierà piano piano d affacciarsi la minaccia di Roma.

Da questo momento in poi per le poleis magnogreche inizierà un rapido declino che si concluderà con la definitiva conquista dell’Italia meridionale da parte di Roma. In questo turbolento quadro bellico acquistava così grossa importanza il controllo di un’area di transito come quella facente capo a Monte Coppolo.

Monte Coppolo è oggi raggiungibile tramite un sentiero regolarmente segnato dal CAI (num.990). Oltre che godere di un suggestivo panorama, lungo il tragitto è possibile ammirare un ricco patrimonio floristico formato in prevalenza da querce, cerri, lecci e dalla tipica Macchia Mediterranea (con una notevole presenza della “ginestra spinosa”), all’interno del quale non mancano tuttavia particolarità come la presenza del raro Garofano del Vulture.

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Autore dell'articolo: Pino Suriano