Albicocche

Albicocca di Trisaia: storia della produzione

Brevi cenni sulla coltura dell’albicocca a Rotondella.

L’albicocca di Trisaia rappresenta un’eccellenza agricola del territorio metapontino e dell’intera Basilicata. Essa, infatti, soddisfa i bisogni alimentari di numerosi contesti locali italiani e addirittura esteri.

I primi impianti coltivi di albicocco a Rotondella, in particolare nell’agro di Trisaia, risalgono alla fine degli anni ’60. A suggerirne la realizzazione fu Vincenzo Valicenti, allora responsabile dell’Ispettorato Provinciale dell’agricoltura di Matera. Si trattava di impianti produttivi finanziati dalla Regione Basilicata di circa 1 ettaro, e tra le principali qualità coltivate si ritrovano Cafona, Boccuccia e Bulida. Irrilevante e limitata ad un consumo familiare fu la produzione prima di quel periodo.

Questa prima fase embrionale fu positiva in termini produttivi, meno in quelli economici. Carente era ancora. infatti, l’organizzazione commerciale locale per riuscire a colmare l’enorme distanza con i mercati del nord. Un forte contributo a superare tali difficoltà fu dato dalla Cooperativa Trisaia, costituita nel maggio 1963, decisiva nel sancire il passaggio da un’agricoltura cerealicola a quella frutticola.

I risultati economici stimolarono ben presto le aspettative e l’intraprendenza dei produttori, favoriti anche dal processo di modernizzazione dell’agricoltura successivo alla Riforma Fondiaria degli anni ’50/’60. Così, da queste prime sperimentazioni la coltivazione dell’albicocco iniziò ad intensificarsi e ad allargarsi a tutte le aziende agricole del territorio, favorita anche dalla realizzazione di un sistema irriguo nell’area di Trisaia e di infrastrutture efficienti. Un ulteriore fattore di crescita della coltivazione fu l’interesse dell’agroindustria, che contribuì ad alzare la qualità del prodotto. Nel 1987/88, ad esempio, l’albicocca di Trisaia attirò l’attenzione della “Plasmon” (interessata soprattutto alla varietà Cafona), che sancì l’avvio delle prime “oasi ecologiche” atte a certificarne una produzione controllata e qualitativa.

Nel 1996 si avviarono le prime produzioni biologiche sperimentali che da subito hanno ottenuto risultati economici apprezzabili.

Oggi la produzione di albicocca interessa quasi tutto l’agro rotondellese, toccando finanche contrade poste ad altitudini di circa 700 m. s.l.m. Una grossa attività che oggi vale per Rotondella l’appellativo di “Terra delle albicocche”.

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Autore dell'articolo: Giambattista Mauro