500 anni di Rotondella. Perchè festeggiamo

Nello anno 1518 se acomenzò ad habitar la terra de la Rotondella”. Il principale documento archivistico che permette di fissare la nascita ufficiale del paese moderno è del 1587 e porta la firma di don Francesco Antonio Stigliano, forse il primo arciprete di Rotondella. La data è poi confermata alla fine del ‘600 dal monaco Giovanni Fiore nel suo libro “Calabria Illustrata”, che lega la nascita del nuovo abitato all’abbandono di un altro centro, Presinace, che verosimilmente si trovava nell’antico sito di Serra Maiori in territorio di Nocara.

A questa prima fase risalgono, ad opera della famiglia Sanseverino di Salerno, la costruzione del Castrum fortellitium (meglio nota come “Torre del Carcere”) e del Palazzo Baronale, oggi completamente scomparso. Da lì l’abitato iniziò a espandersi. Le vicende successive legheranno Rotondella a importanti famiglie nobiliari del passato (gli Agnese, i Doria, i Carafa, i Calà) e contribuiranno a strutturarla come realtà economica e sociale ben definita nel comprensorio jonico e della valle del Sinni.

Coloro che non hanno radici, che sono cosmopoliti, si avviano alla morte della passione e dell’umano: per non essere provinciali occorre possedere un villaggio vivente nella memoria, a cui l’immagine e il cuore tornano sempre di nuovo”, scrisse Ernesto de Martino. Che queste radici possano irrobustirsi sempre di più, di anno in anno, di generazione in generazione.

Buon compleanno, Rotondella!

 

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